La chiesa di San Pietro

La Chiesa parrocchiale di San Pietro sorge nel comune di Assemini nella Piazza San Pietro, nel mezzo del centro Storico, poco distante dalla Chiesa bizantina di San Giovanni.

Antico borgo di origine agricola, Assèmini si è recentemente convertito all'industria, stante anche l'ottimo collegamento con la città di Cagliari, dalla quale dista meno di 15 Km; nonostante la recente urbanizzazione abbia in gran parte compromesso l'immagine storica del borgo, il centro di Assèmini conserva ancora le caratteristiche case in mattoni crudi (ladiri) con portale ad arco aperto su una corte interna.

Le prime notizie relative al borgo ed alla Chiesa di San Giovanni, in allora il più importante edificio religioso, datano al 1107 ed al 1108: la prima riferisce che Torchitorio II, Giudice di Cagliari, dona alla Cattedrale di San Lorenzo di Genova cinque domicilias, tra cui Assèmini, in segno di ringraziamento per aver pattugliato le coste cagliaritane insediate dai musulmani; dalla seconda, confermata anche da altri documenti di poco posteriori, si apprende che la Chiesa di San Giovanni viene donata al Capitolo della citata Cattedrale "con molte terre, boschi, pascoli, servi e bestie" e che agli stessi Genovesi ivi residenti sono riconosciuti privilegi fiscali.

Con la fine del Giudicato di Cagliari nel 1257, Assèmini e la curatoria di Decimomannu passano ai Della Gherardesca, conti di Donoratico; con l'arrivo degli Aragonesi e la conseguente disfatta pisana del 1326 il territorio viene spartito tra gli stessi Donoratico, la chiesa e Pietro de Atzeni, per poi restare saldamente nelle mani della Corona d'Aragona.

Allo stato attuale delle conoscenze, non si ha certezza circa la data di costruzione dell'edificio in oggetto: ultimamente alcuni ipotizzano, confortati da alcuni ritrovamenti effettuati in occasione del rifacimento della pavimentazione negli anni Ottanta del Novecento, che la originaria chiesa possa essere di epoca romanica, anticipando quindi la data della realizzazione dell'edificio rispetto all'ipotesi della Serra e di altri che ritenevano invece la Chiesa di San Pietro una tra le più antiche parrocchiali lardo-gotiche sorte vicino a Cagliari, utilizzando come modello la Chiesa di San Giacomo.

In attesa di più dettagliati studi che comprovino la realizzazione di una primitiva chiesa di San Pietro intorno al X-XI secolo, ossia in contemporanea alla vicina Chiesa di San Giovanni, è indubbio che l'edificio in questione, nelle sue attuali forme e nonostante le modifiche e le integrazioni avvenute in epoca successiva, costituisca una delle più alte rappresentazioni del gotico catalano, insieme alle parrocchiali di San Giorgio di Sestu e di San Pietro a Settimo San Pietro.

L'edificio, concluso da transetto ed abside a terminazione quadrata, presenta pianta ad unica navata sulla quale si affacciano quattro cappelle laterali nel lato destro e tre cappelle in quello sinistro, realizzate tra i contrafforti tardo-gotici della chiesa presumibilmente in un secondo momento, ossia tra il XVI ed il XVII secolo, ad eccezione della prima cappella a destra, ove è ubicato il fonte battesimale - ottocentesco - e che presenta, unica tra le sette cappelle, il piano di calpestio coincidente con quello della navata principale.

Di notevole interesse è il corpo centrale del transetto, di forma pressoché quadrata, superbamente coperto da una volta a crociera ogivale costolonata, completata da una gemma pendula contenente un bassorilievo raffigurante il volto di San Pietro: di eguale pregio risultano essere le volte ogivali, a crociera e stellate. che completano alcune delle cappelle laterali.

La copertura della chiesa, rifatta alla metà del Novecento e poi ancora negli anni Ottanta, è a due falde lignee poggianti su archi a sesto acuto portati da possenti pilastri polistili. tipici dell'architettura gotica; non è azzardato supporre che in origine la chiesa fosse stata pensata con copertura a volta (in particolare a crociera), ma che in un secondo momento si sia ritenuto preferibile non porre in opera la struttura voltata e concludere invece l'edificio superiormente con un tetto a due falde lignee a vista.

Le quattro coppie di pilastri a fascio reggenti gli archi acuti, come pure la ricchezza decorativa dei raffinati capitelli e delle basi delle singole colonne, rappresentano un'interessante testimonianza della tensione lineare tipica delle architetture gotiche.

Le similitudini con la Chiesa di San Giacomo a Cagliari, di epoca immediatamente precedente, sono già state messe in adeguato rilievo dagli studiosi, in particolare per quanto attiene alla presenza della torre campanaria alla sinistra della facciata, costituita da due tronconi realizzati in epoca differente.

La parte basamentale, più antica, alla circa 17 metri, presenta base quadrala ed aspetto massiccio, paraste angolari e decorazione ad archetti trilobati e sagomati, secondo i già citati modelli gotici; quella superiore, che richiama gli stilemi rinascimentali, risale solo alla seconda metà dell'Ottocento, come attestato da alcune delibere comunali che riferiscono dei fondi spesi per la realizzazione dell'opera.

Elementi di chiara ispirazione gotico-catalana sono poi la stessa facciata principale, con bel portale strombato, coronato da un arco a sesto acuto, con al centro un elemento modanato sorretto da capitelli finemente cesellali di tipo moresco, esprimenti immagini attinenti al mondo agricoli) ed in particolare i grappoli d'uva; di pregevole tradizione moresca è anche la merlatura superiore che costituisce il degno coronamento della facciata.

Merita di essere sottolineato il buon livello di lavorazione dei blocchi in pietra lasciati "faccia a vista", costituenti il paramento murario dell'intera facciata, compresi i due contrafforti obliqui, di differente altezza, elementi caratterizzanti anch'essi gli edifici di impronta gotico-catalana.

Alcuni pesanti interventi di ristrutturazione, risalenti alla metà del Novecento, avevano in parte falsalo le originarie caratteristiche della chiesa: oltre al già citalo rifacimento della copertura, erano state realizzate delle aperture tra le singole cappelle, con l'intento di trasformare l'impianto ad aula unica in quello a tre navate, ed erano state variate la forma e la posizione degli accessi secondari all'edificio.

Il successivo e da più parti auspicato intervento di recupero filologico degli anni Ottanta del Novecento ha consentito di ripristinare la situazione precedente agli interventi di un trentennio prima: delle pesanti manomissioni degli anni Cinquanta resta traccia nella attuale pavimentazione, ma è in fase di predisposizione un progetto di recupero volto a restituire al sacro edificio l'antica dignità, riproponendo l'originario pavimento in marmo bianco-grigio a scacchiera, con l'ausilio della documentazione fotografica storica e sotto la supervisione della Soprintendenza.
 

Tratto dagli atti della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Cagliari e Oristano.

 
 


Documenti allegati
decreto_chiesa_san_pietro.pdf Decreto Chiesa San Pietro (546.96 KB)

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