Chiesa Beata Vergine del Carmine

La vecchia Chiesa

Il nome della antica chiesetta del Carmine ha le sue origini nella località "Il Carmine" (in sardo "su Cramu") ove si venerava la Madonna.

Il Carmine era una frazione del Comune di Assemini, alquanto isolato, separata da Assemini da grandi distese di terreni coltivati ad ortaggi, dagli stessi Asseminesi. Gli abitanti del Carmine, che venivano chiamati "I Carmelitani", negli anni 50, erano un gruppo di circa 60 famiglie che svolgevano diverse attività. Questi, all'inizio del 900 e precisamente nella prima decade, costruirono in questa località un tempio, tutto in pietra, in onore della Beata Vergine, opera totalmente realizzata dalla loro generosità.

Il signor Giovanni Stara regalò il terreno e contribuì sia con indicazioni tecniche sia con manodopera, alla realizzazione di tale Chiesa e con la sua famiglia ne fu il custode e il curatore degli arredi.

Di questa famiglia il signor Luigi fu anche il Sacrista. In questa Chiesa , tuttora aperta al pubblico, si conserva una lapide che ricorda la data della sua consacrazione e l'elenco di quanti hanno concorso alla sua costruzione. Da detta lapide commemorativa, un tempo collocata all'esterno, si legge che in data 13 luglio 1912, Mons. Giuseppe Miglor, Vicario Capitolare, inaugurava la nuova Chiesa essendo Parroco di Assemini il Sacerdote Francesco Putzu. Da allora la popolazione di Assemini ogni anno ha onorato la Madonna del Carmine. La festa, sia religiosa che profana in onore della Beata Vergine si celebra il 16 luglio e di settembre con la partecipazione totale di tutti gli Asseminesi, che, per tale festività, osservava anche il riposo festivo. Nel mese di maggio veniva, nella vecchia chiesa, recitato il santo rosario: sino agli anni 40 veniva cantato in sardo e susseguentemente recitato in latino. Per il Santo Natale si allestiva un bellissimo presepio, molto particolare per lo scenario e per i personaggi, tanto che gli asseminesi ne facevano loro meta per poterlo ammirare. Il Giovedì Santo si adorava il Santissimo nel Sepolcro ed il Venerdì Santo la Santa Croce. Nel 1958 l'Arcivescovo di Cagliari S.E. Mons. Paolo Botto eresse la Chiesa della Beata Vergine del Carmine a Parrocchia, nominando Parroco il Sacerdote Don Albino Mancosu di Samassi, che fece il suo ingresso il 28 dicembre 1958.

Ingresso e Possesso della Parrocchia

Il pomeriggio del 28 dicembre 1958 la frazione del Carmine si era vestita a festa con bandiere, stendardi, mentre le campagne suonavano a distesa. Tutti i "Carmelitani" si riunirono nel piazzale della Chiesa per ricevere il loro Parroco. Erano presenti anche il Reverendo Parroco D. Callisto Pili ed il Vice Parroco Don Mario Isola, le rappresentanze con i vari gruppi e con i rispettivi vessilli della Parrocchia di San Pietro. Sua Eccellenza Mons. Paolo Botto, Arcivescovo di Cagliari presentò il Parroco. L'entusiasmo de "I Carmelitani" era grande. Il Parroco Don Albino Mancosu cominciò a visitare le famiglie con molta semplicità, adattamento e disponibilità. Gli abitanti del Carmine vennero, poco per volta, a conoscenza che la vera Sede della Parrocchia non sarebbe rimasta nel luogo dove era stata costruita la Chiesetta, essendo piccola come edificio. Si sarebbe provveduto alla costruzione di una struttura più grande. Nel 1959 sorse il Gruppo di Azione Cattolica.

Si allestì un piccolo ambiente, di circa 20 mq, attiguo alla Chiesetta, che fungeva come punto di incontro per le diverse necessità dei gruppi. Si comprò un piccolo televisore che si installò nel saloncino, dando modo alla gente di seguire alcuni programmi televisivi specie la domenica sera. A quei tempi davano "Lascia o Raddoppia?". Cominciarono a sorgere iniziative sia a livello religioso (con i Gruppi Catechisti, Chierichetti, Comitati per le Feste) che profano con molte iniziative lasciate all'inventiva delle singole persone: le più belle venivano dal Gruppo Femminile a livello ricreativo. Si ottennero dei risultati fantastici e delle vere competizioni tra le due Parrocchie: in particolare il Recital organizzato da "I Carmelitani" per il Carnevale del 1960 fu un successo straordinario. Ci sarebbe voluto molto tempo prima di poter avere la Chiesa nuova. La famiglia del signor Silvio Mereu di Assemini regalò un terreno per edificare un locale provvisorio. Mancavano i soldi per realizzare detto locale che, a costruzione realizzata, verrà chiamato "Il Salone". Si fece appello agli abitanti di Assemini a collaborare offrendo con generosità quanto potevano; e così, per quasi un anno, il Parroco Don Albino Mancosu e il signor Vincenzo Farci bussarono a tutte le porte, avendo un'unica risposta: tanta generosità da parte di tutti, come del resto gli asseminesi hanno sempre fatto. Nell'arco di due anni si riuscì ad edificare il locale detto "Il Salone" e così avvenne il trasferimento al nuovo locale. Solo nel 1965 asfaltarono il pezzo di strada antistante il Salone. Anche l'intonaco esterno del Salone venne realizzato dopo diversi anni. Il Salone era adibito a Chiesa e lì si svolgevano tutte le attività, compreso il catechismo. Per le Riunioni di Gruppo invece si utilizzava la piccola Sacrestia (sino agli anni 70). Alla fine degli anni 60 la signora Anna Lai di Assemini fece dono del terreno per edificare la Chiesa della Beata Vergine del Carmine e la Casa Parrocchiale. Si fece fare il progetto da un'Ingegnere e il plastico, che i parrocchiani potevano ammirare in attesa della realizzazione.  


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